Alessandra Vitale, Passaggi Festival 2022

Nell’ambito della Rassegna di saggisticaBuongiorno Passaggi. Libri a colazione”, Alessandra Vitale, con il suo libro “Bulimia, il mio urlo silenzioso. Come ho trasformato il cibo da aguzzino a alleato” (Latte di Nanna), ha raccontato il suo difficile ma emozionante percorso, spaziando dal delicato tema dei disturbi alimentari ad altri come l’amore, la gentilezza e l’accettazione di se e degli altri. Assieme a lei c’erano Giovanna Rosciglione, la sua psicoterapeuta, e Brigida Gasparelli, giornalista.

Un aiuto collaterale

Partendo dall’introduzione del libro, Giovanna ha spiegato dal punto di vista tecnico come stato è affrontato il processo di cambiamento e di crescita di Alessandra, illustrando le caratteristiche della cosiddetta “terapia strategica”. Con questo metodo, apparentemente insolito, quando si ha un problema non ci si focalizza sul ricercarne le cause, bensì sui modi per cui esso persiste nel tempo. In questo modo si evita di concentrare la propria attenzione sul passato, in quanto, essendo impossibile cambiare le nostre azioni, risulta inconcludente e dannoso rimuginare sui propri errori. Si riflette quindi su quali fattori stanno alimentando ciò che ci turba: il nostro modo di reagire, il contesto in cui siamo immersi, le nostre vicende passate… La soluzione viene quindi da sé e, con questo metodo inverso, si comprende quali comportamenti abbandonare e quali invece seguitare. Nello specifico, dietro al vero problema che ha spinto Alessandra a rivolgersi a Giovanna, ovvero quello della bulimia, ne stava un altro, di tipo relazionale, radicato in essa fin dall’adolescenza. La soluzione vincente scovata dalle due è stata quindi quella di una “dieta paradossale”, contraria a tutti gli schemi tradizionali del pensiero comune: il principio non era quello della privazione del piacere, quanto piuttosto quello di utilizzarlo in modo controllato per una rieducazione ad autoregolarsi. Un percorso fatto di coraggio, ferite e abissi, ma che ha portato immensi benefici.

Il riscatto dopo una vita nell’ombra

Nel libro di Alessandra sono presenti tutte le varie parti della sua vita, dalla difficile relazione con il padre alla nascita di Olivia, sua nipote, a cui è estremamente legata. Troviamo anche il racconto della sua adolescenza, caratterizzato dall’incapacità di trovare il proprio posto e, di conseguenza, la felicità. Ma è sempre riuscita a tenere tutto ciò ben nascosto, tanto che nessuno si è mai accorto della sua sofferenza interiore. E forse è proprio questo il motivo per cui è stato così difficile fare i conti con se stessa quando, nel 2008, suo padre è venuto a mancare. Tra rabbia e sensi di colpa, Alessandra ha passato anni molto duri, fino a che, dopo la pandemia e la sua guarigione, è riuscita a prendere in mano la sua vita. Da persona riservata e tendente a chiudersi in se stessa, ora ha un blog, fa collaborazioni, lavora con ciò che un tempo è stato il suo più grande nemico: il cibo.

Gentilezza e rispetto

Oltre a dedicarsi a corsi di cucina, al suo home restaurant e ad altri progetti, come il “Fiabaricettario”, in cui a 12 favole corrispondono 12 ricette, Alessandra porta avanti una battaglia contro la grassofobia e le discriminazioni sociali. Infatti, le piacerebbe arrivare anche nelle scuole. Come ha sostenuto qui a Passaggi Festival, è necessario educare i bambini in modo diverso, affinché comprendano che tutti meritano di essere trattati con amore. Non bisogna mai permettersi di giudicare, soprattutto chi non conosciamo: tutti hanno una storia alle spalle, e chissà, un sorriso potrebbe fare la differenza.

“Va bene tutto nella vita: va bene sbagliare, va bene cadere, va bene rialzarsi”.

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